Chiarimenti sull'utilizzo dei riscaldatori mobili

Categoria: Come Fare contatti


Oggi vogliamo dare qualche chiarimento riguardo la scelta del corretto riscaldatore mobile riguardo le proprie esigenze, e la sottolineatura in questo caso è d'obbligo perché, nonostante tutto, ricordate sempre che la scelta ultima resterà a voi per quante domande possiate farci. Costi di noleggio, installabilità, gestione del carburante e del riscaldatore durante l'evento, sono tutte cose che solo voi alle fine potrete valutare correttamente.
La scelta di un riscaldatore deve essere sempre considerata una scelta importante per via delle criticità cui può portare il suo utilizzo, quindi reputiamo che sia sempre necessario per il nostro cliente non sono chiedere, ma anche comprendere cosa sono, come funzionano, cosa comportano, quali sono gli elementi legati alla sicurezza ed alla pratica di utilizzo. Sorvolare la conoscenza dell'attrezzatura, oltre a rischiare di ritrovarsi con un'attrezzatura non adeguata, può portare a rischi legati alla sicurezza.
Da questa premessa segue che invitiamo sempre a conoscere, prima, cosa sono i riscaldatori mobili tramite  questa pagina del nostro sito internet, poi a conoscere anche i vari modelli che trattiamo tramite  quest'altra pagina. Abbiamo anche creato un  calcolatore online di potenza termica che in base alle vostre situazioni ambientali vi restituirà la potenza minima richiesta dal riscaldatore adeguato.

Introduzione

Per prima cosa, quali parametri occorre tenere presenti per una corretta valutazione?
1) potenza calorica: espressa in kcal/h, permette di avere un'unità di misura per valutare la potenza in base alla propria situazione. Viene calcolata con una precisa formula matematica che spieghiamo nella pagina dedicata al nostro calcolatore, vista sopra ma, come ogni matematizzazione applicata alla realtà, è teorica. Ad esempio, a parità di volume, un ambiente con soffitto più alto è più ostico rispetto a uno con soffitto basso, essendo l'aria calda più leggera di quella fredda. Allo stesso modo, la struttura stessa dell'ambiente a parità di volume più influirà sull'efficacia del riscaldatore, ad esempio nel caso di ambienti separati o di forma irregolare. Inoltre, i riscaldatori diretti richiedono aerazione continua con l'esterno quindi aumentano la dispersione. Il calcolo resta comunque il primo necessario passo per una corretta valutazione e l'unica valutazione obiettiva a base scientifica.
2) potenza di ventilazione: le ventole dei riscaldatori hanno portate dichiarate, oltre quindi alle kcal/h dobbiamo valutare anche questo dato per il quale, tuttavia, valgono le imprecisioni viste sopra: altezza del soffitto, forma dell'ambiente, ecc. Se un riscaldatore ha una capacità calorica adeguata ma una ventola sottodimensionata non sarà pienamente efficiente ma, allo stesso tempo, una ventola troppo potente potrebbe risultare fastidiosa e rendere quasi inutilizzabile il riscaldatore.
3) pratica di noleggio: sotto questo punto sensibilizziamo su argomenti incidentali come la trasportabilità di un'attrezzatura, la sua movimentabilità in cantiere, la sua applicabilità ad esempio per quanto riguarda i fumi di scarico o lo stoccaggio di bombole. Avere facile accesso a un fornitore di bombole, quante potete tenerne di scorta, c'è un distributore nelle vicinanze, è possibile avere un'areazione continua, è possibile sopportare il rumore di una caldaia a gasolio - sono tutte domande con risposte univoche non sono sempre facili da trovare, ma vanno comunque valutate.
4) durata di noleggio: i cannoni a GPL potrebbe essere scelti rispetto a quelli a gasolio anche quando tutti i dati teorici portano ai secondi e i motivi potrebbero essere, ad esempio, per facilità di installazione, o perché si predilige un'attrezzatura dalla resa immediata per poche accensioni a giornata nonostante un noleggio lungo; oppure al contrario, si possono scegliere quelli a gasolio anche se quelli a GPL sarebbe già adeguati semplicemente per una questione di preferenza, perché ci fanno sentire più sicuri. Sono scelte fattuali che dipendono esclusivamente dall'utilizzatore ultimo.
5) tipo di evento: una riunione aziendale ha bisogno di silenzio, una esibizione pure, una cena prevede che gli invitati tolgano il cappotto, i giovani soffrono meno il freddo, una festa da ballo ha invece bisogno di meno caldo, un concerto non ha problemi di rumore... Queste sono tutte variabili da considerare durante la scelta di un riscaldatore, variabili non integrabili in un calcolo matematico di kcal/h ma da valutabili ad intuito.

Riscaldatori da interno

Partiamo dalle attrezzature elettriche: sono perfette, comode, non hanno combustione, non hanno gas di scarico, non fanno fumi, sono silenziose. Cosa volere di più'? Be, il problema è presto detto: sono inefficienti. Un kw equivale a 860 kcal/h una potenza letteralmente irrisoria se si considera che il riscaldatore a combustione più piccolo che abbiamo ha 14.600kcal/h di potenza ovvero circa 17kw. Vanno bene per ambienti piccoli, quelle 2kw fino a 25/30mq e quelle 9kw fino a 100/120mq e con condizioni ottimali, ovvero soffitti bassi e ambienti isolati. Le stufe scaldano con la resistenza, lentamente, e devono correre a lungo. Se quindi le stufette per riscaldamento di ambienti possono essere inefficienti, ci sono comunque casi in cui saranno sufficienti se non obbligatorie: sono ottime come attrezzature da postazione di lavoro per via della loro ventola non fastidiosa optando non a riscaldare tutto l'ambiente, ma solo gli operatori; inoltre vi sono casi in cui la combustione sarà impossibile ad utilizzarsi, ad esempio per impossibilità di ventilazione dei locali.
Vediamo ora i cannoni a GPL: da sempre soluzione privilegiata e disponibili in varie misure, funzionano con un ventola che veicola l'aria attraverso la fiamma, scaldandola direttamente. Per questo motivo sono chiamati a combustione diretta e una conseguenza di questa tipologia di riscaldatori è che consumano ossigeno, quindi richiedono un costante ricambio di aria con l'esterno durante il loro funzionamento. Sono piccoli e trasportabili in auto, facilmente movimentabili in cantiere poiché leggeri, sono molto efficienti poiché la resa calorica è immediata e con resa termica fino a oltre 50.000 kcal/h ovvero circa 60kw. Li posizioni, attacchi la bombola, colleghi la corrente e appena accesi si avrà un potente getto d'aria calda. 
I loro punti critici però sono importanti. Innanzitutto, tenendo conto di consumi da 2 a 4.5kg/h richiederanno una scorta di bombole che non sempre sarà possibile, e allo stesso tempo i costi di consumo saranno elevati. E' per questo che sono spesso scelti come riscaldatori occasionali, ovvero per noleggio breve come feste o eventi del weekend, oppure per sessioni di riscaldamento brevi anche in caso di noleggio lungo, ad esempio per spezzare il gelo notturno ad inizio giornata lavorativa. I modelli piccoli con portata d'aria ridotta e combustione regolabile sono utilizzabili anche come riscaldatori da postazione. Bisogna considerare che la fiamma è accessibile quindi materiali infiammabili come coriandoli di feste o polveri di legno da lavorazione non devono essere a portata dell'aspirazione della ventola.
Un problema tipico dei riscaldatori a GPL è il congelamento delle bombole, soprattutto per uso intensivo: con consumi di tale entità il GPL dentro la bombola tende a raffreddarsi velocemente arrivando anche al congelamento, comportando così lo spegnimento del cannone o, nel migliore dei casi, un drastico caso della resa calorica. Le uniche soluzioni sono o tenere bombole di scorta, o collegarne almeno due in serie per distribuire il rifornimento al cannone.
cannoni a gasolio a riscaldamento indiretto sono i più conosciuti e solitamente vengono scelti per noleggio o utilizzo lungo: il serbatoio integrato fino a 60lt e i consumi medi di circa 4lt/h permettono un'autonomia di lavoro che i cannoni a GPL non hanno. Il gasolio, durante l'inverno sempre additivato di anticongelante, non ghiaccia come il GPL e il cannone può correre per ore senza interruzioni. La combustione indiretta risolve il problema del consumo di ossigeno, mentre le ventole più efficienti permettono di gestire meglio grandi ambienti, a parità di potenza calorica rispetto ai cannoni a GPL. Il loro limite è strutturale: sono grandi e pesanti, da trasportare con furgoni; sono rumorosi per via della caldaia, quindi in determinati contesti risultano fastidiosi; hanno un camino di espulsione dei gas di scarico che vanno obbligatoriamente scaricati all'esterno. Le soluzioni ci sono, con pro e contro: si può installare un camino di deviazione dei gas, ma bisogna avere un accesso adeguato e predisporre delle apposite tubazioni personalizzare a seconda dei casi; altrimenti si può utilizzare un apposito tubo di convogliamento aria calda per lasciare il cannone (e i gas) all'esterno e portare all'interno solo l'aria calda. La prima soluzione permette di efficientare la resa, poiché il cannone sarà all'interno e tratterà la stessa aria che riscalda, ma sarà rumoroso quindi è soluzione comoda nei cantieri di lavoro; la seconda invece ottimizza la questione dei fumi e del rumore, ma si perderà un po' di efficienza per il fatto che la tubazione patirà una certa dispersione, oltre al fatto che il cannone dovrà riscaldare l'aria gelida presa dall'esterno.
Insomma, i cannoni a gasolio vanno bene quando? Per noleggi o sessioni di utilizzo lunghe, per risolvere il problema della combustione di ossigeno, per trattare grandi ambienti in maniera intensiva, per non avere troppi pensieri legati al combustibile e all'autonomia. Inoltre non sono adatti per sessioni brevi di accensione: innanzitutto perché i componenti interni si sporcano, in secondo luogo perché hanno sono "lenti" a raggiungere la massima efficienza, in terzo luogo perché hanno cicli di pre- e post-ventilazione che risultano nell'emettere aria fredda.
I riscaldatori ad irraggiamento sono invece un caso a parte: hanno pregi e difetti tratti da entrambe le tipologie a combustione già viste. Questi riscaldatori a gasolio scaldano in maniera statica, senza ventole o quasi, irradiando calore come un termosifone. Il risvolto positivo è che in questo modo i gas di scarico vengono veicolati e distrutti nella combustione con effetto catalitico, quindi non saranno da gestire come nei cannoni a gasolio; il risvolto negativo è invece che, a parità di kcal/h rispetto a un cannone (sia a GPL sia a gasolio), scalderanno più lentamente proprio perché non ventilano l'aria ma la scaldano pian piano. Il loro nemico principale è sicuramente il soffitto alto poiché là sale l'aria calda e in basso spingerà la fredda, senza movimentazione da ventola questo effetto sarà sensibile; un altro nemico è la fretta per cui ancora più che i cannoni a gasolio, questi ad irraggiamento assolutamente non sono indicati per cicli brevi di utilizzo. Un riscaldatore ad irraggiamento deve essere acceso e lasciato fare il suo dovere. Il risvolto della medaglia è che non avendo ventola possono tranquillamente essere utilizzati come riscaldatori da postazione ovvero possiamo tenerli vicino a zone di lavoro o personale, abbandonando l'idea di riscaldare tutto l'ambiente per creare invece delle comfort zone anche piuttosto ampie data la loro potenza. Il serbatoio è capiente per garantire molte ore di funzionamento. Come i riscaldatori a GPL, consumano ossigeno e richiedono ventilazione.
Un altro caso tipico che possiamo portare ad esempio è la presenza di locali in parte aperti e quindi ventilati: i cannoni in questi casi perdono efficienza poiché, se da un lato non gli stiamo vicino per via della ventilazione, dall'altro il vento freddo impedisce il ricircolo dell'aria. In questo caso possiamo proprio scegliere i potenti riscaldatori ad irraggiamento che in utilizzi da postazione manterranno la loro efficienza. Va anche considerato che la mancanza di ventilazione è sicuramente un pregio dove questa non deve esserci, ad esempio in presenza di polveri da lavorazione o particolati vari come pezzi di carta o pitture. Per lo stesso motivo, sono perfetti anche per asciugare.

altri riscaldatori

I riscaldatori fin qui visti sono pensati principalmente per uso interno ovvero in luoghi chiusi, con tutti i vincoli caso per caso. Ovviamente nulla vieta di utilizzarli all'esterno, ma in questi casi la loro efficacia principale viene meno. La ventola serve a movimentare aria, cosa utile all'interno, ma all'esterno a cosa può servire? I riscaldatori ad irraggiamento sono utilizzati per scaldare in maniera passiva, ma all'esterno quanto possono scaldare? Finché si parla di scaldare ambienti con una metratura definita bisogna utilizzare queste attrezzature, per l'esterno ne esistono invece altre.
L'attrezzatura principe da esterno è il fungo a GPL: bisogna però dire una cosa, i funghi sono utilizzabili esclusivamente all'esterno e la norma definisce l'esterno come area ben ventilata con almeno il 25% della superficie dell'area aperta, dove la superficie va intesa come somma totale delle superfici dei muri. Un ambiente 4x3mt h=3mt con una parete da 3mt aperta non è corretta, dunque, perché 3mt è inferiore al 25%. Oltre alla norma, vale la pratica: un fungo all'interno non ha senso dato che il suo potere calorico è sempre nettamente inferiore al più piccolo cannone a GPL che trattiamo e non ha neppure una ventola. I funghi scaldano passivamente, ad irraggiamento, quindi all'interno sarebbero, norma o meno, poco efficaci. All'esterno invece sono perfetti: non dobbiamo svolgere prolunghe perché non hanno bisogno di elettricità e scaldano in maniera circolare ovvero creano un'isola riscaldata tutt'attorno, di diametro circa 6mt a seconda del modello. Il consumo di GPL è basso, inferiore al kg/h e non ha quindi problemi di congelamento. Perdono però di efficacia quando c'è vento, o umidità.
Un'alternativa ai funghi sono le lampade ad infrarosso: il principio riscaldante è la radiazione infrarossa e la trasmissione avviene tramite le onde elettromagnetiche quindi la differenza principale rispetto agli altri riscaldatori da esterno ed interno fin qui vista è che l'irraggiamento infrarosso non necessita di un terzo elemento interposto tra riscaldatore e riscaldato, l'aria. Le attrezzature fin qui viste ci scaldano indirettamente perché il calore emesso scalda l'aria, e l'aria scalda noi; le lampade invece emettono energia che viene trasmessa indipendente da ciò che c'è tra noi e l'aria (potrebbe esserci anche il vuoto) e l'energia che riceviamo viene convertita in calore. Il lato positivo è che il loro potere riscaldante non è condizionato da eventi atmosferici quali vento o umidità, il lato negativo è che scaldano solo dove arriva la luce. Se mi metto di profilo, la guancia rivolta alla lampada sarà riscaldata mentre quella in ombra non lo sarà. Differentemente dal fungo, dunque, non creano un'isola circolare di calore ma riscaldano a ventaglio.

Notizia pubblicata il 18/12/2023

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